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giovedì 31 dicembre 2009

Lettera da Cop.enhagen di Luca Tornatore e degli altri attivisti ancora trattenuti nelle carceri danesi dalle giornate del Cop15

Pensiero di fine anno dalla Danimarca

Lettera da Cop.enhagen di Luca Tornatore e degli altri attivisti ancora trattenuti nelle carceri danesi dalle giornate del Cop15


C'è del marcio (non solo) in Danimarca. E' un fatto assodato che migliaia di persone siano state considerate, senza alcuna prova, una minaccia per la società. Centinaia di queste sono state arrestate e alcune rimangono tuttora detenute, in attesa di giudizio o sotto inchiesta. Tra loro anche noi, i firmatari di questa lettera.Vorremmo raccontarvi la storia dal peculiare ... »

lunedì 22 dicembre 2008

PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI TUTTO DA RIFARE

PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI
TUTTO DA RIFARE

"Il Piano Provinciale dei Rifiuti è nato vecchio" dice qualcuno in Provincia. Ma la classe politica che lo
ha votato non vuole riconoscere i propri errori. Eppure con la fiera di Ecomondo in casa, le nuove tecnologie di selezione dei rifiuti che ci permettono di fare a meno della nuova linea dell'inceneritore sono sotto gli occhi di tutti noi da parecchi anni. Perché i nostri politici non se ne sono accorti? Sarebbe stato facile aggiornare il Piano prima ancora di approvarlo. Ancora a qualcuno non è chiaro che i nostri politici hanno sostenuto gli interessi di Hera contro quelli dei cittadini? Siamo ancora in tempo per fermare le decisioni prese.

CHIEDIAMO SUBITO

-La sospensione dei lavori di costruzione dell'inceneritore
- L'ammodernamento dell'impianto di selezione del secco per separare il rifiuto indifferenziato
- La riorganizzazione della raccolta differenziata per ottenere frazioni omogenee da avviare subito al riciclaggio e non alla selezione come avviene ora.

Comitato Riccione per l'energia pulita- Associazione Rifiuti Zero – Grillipensanti Rimini - Laboratorio sociale Paz

martedì 16 dicembre 2008

Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Dopo aver organizzato due viaggi al quale hanno partecipato gli amministratori dei comuni di Rimini, Riccione, Coriano e Misano, ed esserci adoperati per far conoscere le nuove tecnologie che senza ricorrere alla combustione selezionano ogni tipologia di rifiuto, sia al fine di recuperare materia che di produrre energia, dato che gli amministratori dei comuni di Rimini, Riccione, Coriano e Misano possono testimoniare il fatto che queste tecnologie sono già operative da tempo sul territorio nazionale, prima che la Provincia rilasci l’Autorizzazione Integrata Ambientale (atto che di fatto darebbe il via libera all’esercizio della nuova linea dell’inceneritore di Raibano) chiediamo alle autorità della Provincia di prendere atto che in una gestione integrata dei rifiuti, per legge, l’incenerimento viene dopo il recupero di materia e di far rispettare le norme contenute nel Decreto Ambientale n. 152/2006 art. 179 e 181, che antepongono il recupero di materia all’incenerimento con produzione di energia. Inoltre, come hanno potuto constatare gli amministratori che hanno partecipato al viaggio del 3 dicembre scorso, le moderne tecnologie permettono di ottenere energia dalla frazione organica dei rifiuti senza emissioni nocive nell’ambiente.
Pertanto chiediamo alla Provincia di Rimini di ordinare la sospensione dei lavori di costruzione dell’inceneritore e di riconsiderare alcuni obiettivi non adeguatamente previsti dall’attuale Piano dei Rifiuti proponendo come azioni prioritarie alla costruzione della nuova linea dell’inceneritore:
a) la ristrutturazione tecnologica dell’esistente impianto di separazione del rifiuto secco (AKRON) al fine di migliorarne l’efficienza e di predisporlo per la separazione del rifiuto indifferenziato altrimenti destinato all’inceneritore o alla discarica.
b) il potenziamento della raccolta differenziata tramite l’estensione della raccolta di rifiuti “porta a porta”, con l’obiettivo di superare la quota del 65% nei prossimi 2 anni;
c) La costruzione di un impianto di separazione dei rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade attualmente destinati alla discarica o all’incenerimento in luogo da destinarsi.
d) La costruzione di un impianto di produzione di energia mediante digestione anaerobica del rifiuto umido, che rende superflua la costruzione dell’inceneritore.
Sappiamo che il costo dell’inceneritore ammonta a circa 100 milioni di € e che questa cifra è più che sufficiente per costruire due nuovi impianti con relative opere murarie e per ristrutturare l’impianto di separazione del rifiuto secco denominato AKRON.

Comitato Riccione per l’energia pulita

lunedì 13 ottobre 2008

Scacco alla nuova linea dell'inceneritore in due mosse

SCACCO ALLA NUOVA LINEA DELL'INCENERITORE IN DUE MOSSE

1) Basterebbe estendere almeno ai comuni più grossi di tutta la Provincia la sperimentazione del porta a porta fatta da Hera a Santa Giustina, che ha raggiunto l'obiettivo del 65-70% di raccolta differenziata, e in due anni avremmo gli stessi risultati su gran parte del territorio provinciale.
2) L'altra azione che sicuramente permette di evitare la costruzione del nuovo inceneritore risparmiando più di 50 milioni di euro è la ristrutturazione immediata dell'esistente impianto di separazione del rifiuto secco chiamato AKRON, ammodernamento peraltro previsto al punto 2.3.2.6 della sezione "rifiuti urbani" del Piano provinciale dei rifiuti. Anche nei preliminari del Piano provinciale dei rifiuti, che alleghiamo al presente comunicato, era previsto questo impianto. Senza contare che la Regione Emilia Romagna nelle osservazioni al Piano dei rifiuti aveva chiesto alla nostra Provincia di inserire un impianto di separazione del secco da 130.000 tonnellate.(vedi punto 2.16 dell'allegata delibera) Se questa prescrizione della Regione, finalizzata alla separazione dei materiali da avviare al riciclaggio fosse stata accolta, ora sarebbe di gran lunga inferiore il flusso inquinante dei numerosi camion che portano i nostri rifiuti in discarica a Sogliano. Noi stessi, a ragion veduta, in occasione della presentazione dei PTCP a Misano, avevamo chiesto al Presidente Fabbri di predisporre un impianto di separazione del secco prima di far abbattere le due linee dell'inceneritore più vecchie, ma la nostra richiesta non è stata presa in considerazione. E adesso mentre il consigliere provinciale Lino Gobbi vuol farci credere senza motivo che dobbiamo aspettare il dopo elezioni per ottenere ciò che un'amministrazione provinciale attenta all'ambiente avrebbe dovuto mettere al primo posto, noi sappiamo che Hera ha già messo a disposizione la sua parte di contributo per l'ammodernamento di AKRON. Manca solo quelli dei comuni. Il consigliere Gobbi si è forse dimenticato che abbiamo illustrato alla quinta commissione della Provincia da lui presieduta le tecnologie alternative all'incenerimento(TMB) prima che fosse stato votato il Piano dei rifiuti?
Non permetteremo a nessun partito di strumentalizzare per propaganda elettorale le proposte se prima non ci sarà garantito che la nuova linea dell'inceneritore non sarà costruita.

Comitato Riccione per l'energia pulita, Grillipensanti Rimini, Laboratorio sociale Paz,Associazione Rifiuti Zero

giovedì 18 settembre 2008

Inceneritore,le ragioni del NO

Gli inceneritori sono impianti particolarmente costosi per i contribuenti italiani ma redditizi per costruttori e gestori i quali, oltre alla tassa per lo smaltimento dei "rifiuti", percepiscono delle sovvenzioni pubbliche elargite dallo Stato grazie a un trucco (già condannato dalle autorità europee) che assimila i "rifiuti" alle fonti di energia rinnovabile. Il business dell'incenerimento è tuttora sostenuto con sovvenzioni pubbliche per la parte biodegradabile, sovvenzioni che di fatto incentivano l'incenerimento della frazione con maggior potere calorico come carta e legno, ostacolando il loro recupero e disincentivando la raccolta differenziata.
Gli inceneritori non sono una seria alternativa alla discarica perché a loro volta richiedono la creazione di discariche speciali per lo stoccaggio delle ceneri tossiche prodotte in quantità superiore (30%) a quanto risulterebbe da smaltire dopo la raccolta differenziata fatta con il metodo porta a porta e il trattamento meccanico-biologico (TMB) che separa il residuo indifferenziato.
La poca energia elettrica prodotta dagli inceneritori ha dei costi insostenibili sotto il profilo ambientale e sanitario. Infatti gli inceneritori hanno il merito di produrre oltre 200 tipi di emissioni tossiche in atmosfera. Molte di queste non possono essere monitorate perché la loro composizione chimica e fisica subisce delle alterazioni. Ma una cosa è certa: solo una piccolissima parte delle particelle prodotte dalla combustione dei rifiuti è trattenuta dai filtri (tanto decantati da Hera) perché moltissime nanoparticelle si formano per condensazione dei gas che fuoriescono dal camino (particolato secondario). La loro tossicità deriva dal fatto che inglobano metalli pesanti. E più sono piccole, più sono pericolose. L'impatto ambientale e i rischi sanitari prodotti dalle nanoparticelle e dalle diossine sono tali da sconsigliare l' adesione alla politica dell'incenerimento ad amministratori che intendono tutelare la salute dei cittadini.
Soprattutto perché le alternative sostenibili ci sono. Oltre alla raccolta differenziata spinta si possono recuperare materiali spesso preziosi, separandoli negli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) per poi avviarli al riciclo. Questa pratica consente un risparmio di energia circa quattro volte superiore a quella prodotta con l'incenerimento. Inoltre l'Unione Europea ha deciso di mettere in atto politiche serie per ridurre drasticamente la quantità di rifiuti di ogni genere.
Le conseguenze presenti e future di una politica antieconomica e suicida come quella che favorisce l'incenerimento le paghiamo noi ed i nostri figli. Chi ritiene di risolvere il problema rifiuti spazzando la polvere di casa sotto il tappeto rifletta sul fatto che anche se non si vede resta con noi.

Comitato Riccione per l'energia pulita,Laboratorio sociale Paz, Grillipensanti Rimini,Associazione Rifiuti Zero Rimini

venerdì 5 settembre 2008

La raccolta della plastica non s'a' da fare

L'intervento del Comitato:

Dagli inizi dell'anno osserviamo il collocamento dei cassonetti della raccolta differenziata sul territorio della Provincia di Rimini. Dopo avere segnalato ad Hera e ad ATO che alcuni punti del territorio ne erano sprovvisti e che in altre aree, dove avrebbero dovuto esserci, mancano quelli della plastica o sono insufficienti rispetto al quantitativo di rifiuto plastico conferito dai cittadini, non essendo state colmate queste lacune che da diverso tempo abbiamo segnalato, chiediamo ora ai Comuni della Provincia, qualora non lo avessero ancora fatto, di eseguire il collaudo dei cassonetti per verificare se per l'anno 2007 il servizio fornito da Hera sia stato predisposto in misura adeguata alle necessità.

Ci risulta che il comune di Coriano abbia segnalato ad ATO la mancanza o inadeguatezza sul proprio territorio di almeno cinquanta postazioni.

In base a questo risultato chiediamo ad ATO di multare Hera in quanto responsabile del non raggiungimento dell'obiettivo del 35% di raccolta differenziata concordato per l'anno 2007. Ad oggi questa lacuna non è stata ancora colmata in quanto ci risulta che per l'anno 2008 a Riccione, nel mese di Aprile la raccolta differenziata abbia raggiunto il 43% mentre a maggio sia scesa al 41,90% .

Eppure Hera per l'anno 2008 ha presentato ad ATO un progetto in cui si impegna a raggiungere il 45% e il 50% negli ultimi tre mese dell'anno in corso. Ricordiamo ad ATO che non siamo disposti ad accettare nessun sconto fatto al Gestore sulla raccolta differenziata e ai comuni, che tra l'altro ricevono soldi dai vari consorzi come Conai, Corepla per il conferimento dei rifiuti differenziati, la necessità che l'operato di Hera sia sottoposto ad uno scrupoloso controllo.

Comitato Riccione per l'energia pulita


A pensar male..
la plastica, che rappresenta circa l’11% in peso dei rifiuti urbani, è l’unica frazione merceologica la cui combustione è più vantaggiosa del riciclaggio: ciò è dovuto al suo elevato potere calorifico


http://www.greenpeace.it/inquinamento/inceneritori.htm

venerdì 29 agosto 2008

Non chiamiamoli più "rifiuti",ma "materiali post-consumo"

La plastica, il vetro, la carta, l'organico, il legno, l' alluminio, i metalli vari estratti da frigoriferi, televisori e computer anche dopo essere stati usati continuano ad essere materia utile e prezioso che può essere riciclato. Si può gestire in modo sostenibile il ciclo dei rifiuti risparmiando quattro volte più energia di quella prodotta con l'incenerimento se i materiali post-consumo tornano ad avere vita: la plastica riciclata serve per produrre felpe in pile, arredo urbano, tubi idraulici, interni di automobili, oggetti vari per la casa; il vetro è riutilizzato al 100% con un risparmio di energia del 25-30% per produrre bottiglie (in Italia il 60 % è fatto con vetro riciclato) e per l’industria ceramica; biciclette, cerchioni per auto, caffettiere e altri prodotti fatti con l'alluminio riciclato producono un risparmio di energia del 95% rispetto all'uso dell' alluminio estratto dalla bauxite; gli scarti di cucina (materiale organico) sono ottimi per produrre il compost, indispensabile per i nostri terreni esausti; la carta ridiventa il giornale quotidiano o libri o cartone per imballaggi; il legno è trasformato in mobili, tavoli ed altre suppellettili che gli enti pubblici devono acquistare per legge ad nella misura del 30% (acquisti verdi). Infine la chiusura definitiva del ciclo può avvenire con moderni sistemi di separazione a freddo (TMB) che recuperano materiale a valle della raccolta differenziata, e non con gli inceneritori che trasformano l' inquinamento solido in inquinamento aeriforme. E, per di più, il 30 % di quello che si brucia diventa cenere tossica che deve essere smaltita in discariche speciali.
Per l’ autunno 2008 l' Unione Europea ha lanciato la prima edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Ogni governo locale dovrà impegnarsi in una campagna per la riduzione della produzione di 100 kg di rifiuti all'anno per ciascun abitante. Come fare? I detersivi alla spina, l'utilizzo dell’acqua del rubinetto, di borse di tela per la spesa, degli imballaggi a rendere, sono azioni che comportano un risparmio sino a 100 kg. Senza contare che chi può fare il compostaggio domestico riduce la produzione di rifiuto indifferenziato di circa 40 kg per abitante all'anno. Dunque non è un'utopia raggiungere l’obiettivo rifiuti zero. L’Europa ci sta chiedendo di andare in questa direzione. Ma occorre che i nostri politici facciano scelte chiare e decise per attuare queste buone pratiche. Non dimentichiamo che oggi in Italia, come in Germania il business del riciclo eco-efficiente presenta un fatturato di 38 miliardi di euro ed è in crescita dell’8%. Diciamo no a chi vuole sciupare queste risorse con l'incenerimento.

Comitato Riccione per l'energia pulita Grillipensanti Rimini Associazione Rifiuti Zero Laboratorio sociale Paz

martedì 26 agosto 2008

Date retta... il Piano Provinciale Gestione Rifiuti non sa da fare! Martedì 19 settembre 2006

Il Coordinamento Comitati Rifiuti Zero

Ricorda

che in ossequio all’art. 49 dello statuto della provincia, il 4 settembre 2006 sono state presentate 5428 firme e il 12 settembre 2006 altre 1050 per un totale di 6478 firme di cittadini, accompagnanti una Proposta Popolare che chiede al Consiglio Provinciale, di recepire concretamente ed immediatamente la direttiva UE n. 2006/12/CE e le linee strategiche Rifiuti Zero nella predisposizione ed attuazione del Piano Provinciale Gestione Rifiuti, con la bocciatura di qualsiasi ipotesi di ampliamento o ristrutturazione delle attuali 3 linee di incenerimento site in Coriano che debbono essere chiuse entro e non oltre 5 anni, in quanto tossiche per la salute e l’ambiente, facendo ricorso alle esistenti e disponibili migliori tecnologie alternative all’incenerimento per la gestione della quota residua di rifiuti non gestibile attraverso il processo di raccolta differenziata spinta porta a porta e delle conseguenti operazioni di rivendita a fini di riuso e riciclo;

Esprime

forte preoccupazione per la possibilità di approvare il Piano Provinciale Gestione Rifiuti prima della discussione della Proposta Popolare sull’argomento, come indicato dal Presidente della Provincia di Rimini Nando Fabbri ai portavoce del Comitato Rifiuti Zero nel corso di un recente incontro in Provincia. L’indicazione del Presidente Fabbri di “rinviare la discussione sulla Proposta Popolare al mese di novembre, ad avvenuta approvazione dell’attuale PPGR” e di considerarsi “l’unico soggetto legittimato a rappresentare la volontà dei cittadini”, in quanto “vincitore di ben sei campagne elettorali” e con “i voti necessari per approvare l’attuale PPGR anche senza la sua maggioranza” rappresenterebbe una violazione delle regole che prevedono la partecipazione popolare alla vita delle istituzioni provinciali e una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che in tal senso si sono attivati facendosi promotori della Proposta Popolare ;

Invita

tutti gli abitanti della provincia a collaborare con il Comitato per autofinanziare il pubblico convegno su ” Raccolta differenziata e inceneritori: esperienze a confronto. Impatti sull’ambiente, sulla salute e sull’economia ” che avrà luogo il 20 ottobre 2006 a Rimini e al quale parteciperanno esperti e studiosi di livello internazionale. Al convegno sono sin da ora invitati tutti i Consiglieri Provinciali (che dovranno esprimersi sul Piano Provinciale Rifiuti) e tutti i Sindaci e Assessori all’Ambiente dei Comuni della Provincia di Rimini, oltre che tutti i cittadini interessati a documentarsi sull’argomento. Il Coordinamento ha deciso di organizzare da solo questo convegno, visto che nessun rappresentante delle istituzioni ha risposto alla richiesta di aiuto per realizzarlo prima dell’approvazione del PPGR , formalizzata il 9 agosto 2006 , con protocollo 39753 e indirizzata:

al presidente della provincia, Ferdinando Fabbri; ad agenda 21, UOA sviluppo sostenibile; all’assessore all’ambiente, Cesarino Romani; ai componenti della commissione provinciale sull’ambiente; ai capogruppo delle forze politiche del consiglio provinciale;

Sollecita quindi

gli eletti in seno ai Consigli Comunali e al Consiglio Provinciale, i Sindaci e gli Assessori all’Ambiente dei Comuni della Provincia di Rimini ad attivarsi per far rispettare la volontà dei cittadini firmatari la Proposta Popolare, che chiedono

- che il Piano Provinciale Gestione Rifiuti sia deliberato in Consiglio Provinciale tenendo conto delle informazioni emerse dal citato Convegno del 20 ottobre e successivamente alla discussione della Proposta Popolare sull’argomento;

- che la Proposta Popolare sia discussa in un Consiglio Provinciale cui possano partecipare e relazionare con un congruo tempo a disposizione, 3 rappresentanti del Coordinamento e che la riunione sia programmata in orario serale per facilitare la pubblica audizione da parte dei cittadini.

Rimini 19 settembre 2006

Comitati Rifiuti Zero provincia di Rimini