Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute. Mostra tutti i post

venerdì 13 novembre 2009

Appello: Ci Vediamo a Copenhagen...




A dicembre si svolgerà a Copenhagen la più grande Conferenza U.N. sui cambiamenti climatici (COP15), evento che sta catalizzando un’enorme attenzione a livello globale.
Formalmente la discussone a livello ONU sarà basata sulla ri-definizione delle quote di emissioni di CO2, in realtà dietro questo scenario le poste in gioco sono molto più complesse.

Il prossimo dicembre a Copenaghen non si terrà un summit, un vertice di potenti come tanti ne abbiamo visti in questi anni, né una semplice “conferenza mondiale”, sotto l’egida delle Nazioni Unite.


°Leggi tutto il documento


°Verso Cop15 - Archivio articoli

lunedì 15 dicembre 2008

Nuovi dati allarmanti sui "termovalorizzatori"

In occasione della Giornata mondiale del Volontariato per lo Sviluppo economico e sociale e della Settimana contro l'incenerimento dei rifiuti, indetta da Rete nazionale Rifuti Zero e da GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives), questo week-end Medicina Democratica tiene il proprio banchetto anche a Ferrara, presso il quale viene distribuito materiale informativo sulla convenienza economica della raccolta differenziata (sia per gli enti locali sia per gli utenti) e sull'impatto sanitario dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento.

“L'Institut de Veille sanitaire francese ha infatti pubblicato di recente i risultati allarmanti – avverte - Tommaso Mantovani, referente provinciale di Medicina Democratica -, passati sotto silenzio, di uno studio sull'incidenza del cancro in prossimità di cosiddetti “termovalorizzatori”: si è riscontrato un aumento dal 6 fino al 22% di diverse patologie neoplastiche (fonte: www.cniid.org).

“Ricordiamo infatti – aggiunge Mantovani - che l'incenerimento uccide anche la raccolta differenziata, essendo troppo costoso tenerlo in funzione se i rifiuti solidi urbani vengono riciclati per più del 35-40%. A meno che non si brucino rifiuti speciali provenienti da fuori provincia...”.

Fonte:Estense.net

lunedì 27 ottobre 2008

RIfiuto RIduco E RIciclo:sabato 25 ottobre 2008 Intervento della Professoressa Gentilini




http://www.ustream.tv/recorded/815104

mercoledì 22 ottobre 2008

Termovalorizzatore di Modena:piu malformazioni per i nascituri

28 Settembre 2008

Una recente ricerca del Dipartimento di Scienze di sanità pubblica dell' Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha evidenziato come vi sia un aumento delle malformazioni congenite nei nascituri attorno al termovalorizzatore Hera di Modena nel periodo 2003-2006

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18824255


- Documento completo(in inglese)

lunedì 20 ottobre 2008

La parola ai medici senza conflitto

--Il Prof. Federico Valerio, chimico ambientale dell'Istituto Tumori di Genova, spiega perchè l'incenerimento è in assoluto la peggiore delle risposte al problema rifiuti, indicando delle alternative economicamente vantaggiose ed ecologicamente sostenibili.




--Un anno fa i medici francesi su Le Monde hanno chiesto l'abolizione dell'incenerimento dei rifuti

- Vai all'articolo


--Gia pubblicato sul Blog ma val la pena ripetere..studio fatto a Coriano sull'aumento tumori ed altre gravi patologia a 3.5 km dall'inceneritore

Documento completo


--Uno studio dei professori Paolo Zambon (Università di Padova), Paolo Ricci (Asl Mantova), Alessandro Casula (Università di Milano)
La Provincia di Venezia ha subito un massiccio inquinamento atmosferico da sostanze diossino-simili rilasciate dagli inceneritori, soprattutto nel periodo 1972-1986;
nella popolazione esaminata risulta un significativo eccesso di rischio di sarcoma correlato sia alla durata che all'intensità dell'esposizione;
il rischio appare particolarmente concentrato nei comuni di Stra, Vigonovo e Fiesso d'Artico che vengono interessati dai venti prevalenti di Nord Ovest

- Interrogazione parlamentare di Cacciari

venerdì 17 ottobre 2008

Tumori ed inceneritore di Forli (da LA7)

giovedì 16 ottobre 2008

Diossine nel latte e nell’aria di Brescia e inceneritore Asm A2A

Brescia è nota per il “caso Caffaro”, il più grave inquinamento da diossine e PCB all’interno di
una città, più precisamente nella porzione sud-ovest.
Recentemente, al di fuori del “sito inquinato di interesse nazionale Brescia - Caffaro”, nella
porzione sud-est di Brescia, sta emergendo una contaminazione da diossine e PCB, diversa da
quella del “caso Caffaro”, ma comunque preoccupante, in aree che circondano a corona
l’inceneritore Asm-A2A: ma secondo alcuni questo impianto andrebbe assolto “a priori”..continua

- Dossier completo

martedì 16 settembre 2008

Coriano:più tumori per le donne

Studio Epidemiologico del 2006
Ranzi et al.2006 ARPA EMILIA ROMAGNA- Forlì - Incremento di mortalità nelle donne per tutte le cause, tumore del colon e della mammella, per diabete e malattie cardiovascolari.

Forlì, 15 novembre 2005
Area in studio
Emilia Romagna Forlì autostrada area compresa nel raggio di 3,5 km dall'inceneritore situato nella zona industriale della frazione di Coriano(Forlì)

Coorte dei residenti a Coriano all’1/1/1990 e
successivamente entrati nell’area fino al 31/12/2003

conclusioni
-tra gli uomini non emergono eccessi di rilievo
- tra le donne si osserva nell'area più vicina agli
impianti un aumento della mortalità per:
- tutte le cause
- malattie cardiovascolari
-diabete
- tumore del colon retto
- tumore della mammella
- tra le donne si osserva un aumento della mortalità per diabete e tumore dello stomaco nel terzo anello mortalità

conclusioni
-tra gli uomini non emergono eccessi di rilievo
-tra le donne si osserva nell'area più vicina agli impianti un aumento dell’incidenza dei tumori del colon retto
-tra le donne si osserva inoltre un aumento
dell’incidenza di tumore dello stomaco e del
colon retto nel terzo anello

Documento completo

Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio quale una centrale a carbone o un inceneritore aumenta il rischio di ammalarsi di autismo.

Lunedì 15 settembre 2008

La parola "autismo" deriva dal greco "autús" che significa "se stesso” e, come malattia o modello particolare di struttura psichica, si evidenzia drammaticamente per l’isolamento, l’anestesia affettiva, la scomparsa dell’iniziativa, le difficoltà psico-motorie, il mancato sviluppo del linguaggio.
Accanto a queste espressioni, di per se già disturbanti e fortemente disabilitanti, gli autistici dimostrano un’importante incontinenza emotiva che si espleta con urla, corse afinalistiche, ipercinesie, a volte aggressività, angoscia e terrore.
Avere un figlio affetto da autismo richiede un enorme impegno da parte dei famigliari ed è causa di una grande, costante preoccupazione.
I risultati di questa ricerca coincidono con quelli di numerosi altri studi che confermano l’elevata quantità di mercurio presente nelle piante, negli animali e negli esseri umani che vivono vicino a una fonte di emissione di questo elemento.
Il prezzo che i bambini pagano è sicuramente il più alto. Infatti, l’esposizione anche a dosi estremamente basse di numerosi inquinanti quali il mercurio, quando avviene durante quel periodo critico di formazione e sviluppo del sistema nervoso, in soggetti geneticamente predisposti, può aumentare il rischio di gravi patologie quali l’autismo.
La combustione del carbone è una delle cause più importanti di emissione nell’ambiente di mercurio; il carbone può contenere fino a 150 volte la quantità di mercurio presente nell’olio combustibile (Ambient Air Pollution by Mercury (HG). Position Paper. European Communities, 2001).
Gli autori dello studio hanno esaminato i dati di emissione di 39 centrali a carbone e di altre 56 sorgenti industriali presenti in Texas e li hanno messi a confronto con l’incidenza dell’autismo nei bambini che frequentavano 1.040 distretti scolastici.
I risultati sono stati molto chiari. Vivere intorno ad una fonte di emissione di mercurio quale una centrale a carbone o un inceneritore, aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di ammalarsi di autismo. L’aumento d’incidenza della malattia ha mostrato una riduzione dell’1-2 % per ogni 16 chilometri di distanza dalla fonte stessa.
Parte del mercurio emesso nell’ambiente si deposita al suolo e, in seguito all’azione di alcuni batteri, viene trasformato in metilmercurio, una forma estremamente tossica. La contaminazione degli ecosistemi acquatici ne comporta il suo accumulo nel tessuto dei pesci e il suo ingresso nella catena alimentare.
In Inghilterra, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada e Australia, a causa di livelli elevati di metilmercurio nel pesce, allo scopo di proteggere la popolazione più a rischio (bambini e donne durante la gravidanza), viene consigliato di non mangiare o limitare l’assunzione di quei tipi di pesce nei cui tessuti è stata trovata una dose pericolosa di mercurio (Chief Medical Officier Urgent Comunication: Food Standard Agency: 14 May 2002).
Mentre l’esposizione al mercurio attraverso il consumo di pesce è ben documentata, si conosce molto poco su altre forme di esposizione quali l’aria e l’acqua potabile.

L’agenzia degli Stati Uniti per la Protezione dell’Ambiente (EPA) stima che di 158 di tonnellate annue di mercurio emesse, il 33 % proviene dalla combustione del carbone e il 29 % dalla combustione dei rifiuti.

A conferma, inoltre, delle giuste preoccupazioni dei cittadini che lottano contro l’uso del carbone nella centrale di Civitavecchia, nel decreto del governo di Valutazione dell’Impatto Ambientale (V.I.A.) della centrale stessa si legge:
“Si esprime perplessità riguardo al fatto che le emissioni di mercurio possano essere effettivamente contenute nel valore dichiarato di 0.8 microgr/Nm3” (pag. 18, riga 16)
“Con la centrale a carbone ci sarà un aumento del 50 % delle emissioni di mercurio” (pag. 39, riga 26 - relazione istruttoria)

L’aumento delle emissioni di mercurio contrasta con l’EU Legislation and Policy Relating to Mercury and its compounds, Working document, March 2004, 1.1. Regulatory area: Main rilevant Provision. In questo documento si afferma, infatti, la forte volontà della Commissione Europea di ridurre l’inquinamento da mercurio presente nell’aria, nell’acqua e nel terreno, al fine di ottenere un alto livello di protezione per la popolazione.

Non è possibile valutare la quantità di mercurio che verrà emessa nell’aria in forma ossidata e in forma elementare. La prima porrà un rischio d’inquinamento da mercurio per le popolazioni che risiedono in un raggio di centinaia di km dalla centrale a carbone; le emissioni di mercurio in forma elementare causeranno invece un danno su scala mondiale (U.S. Department of Energy National Energy Technology Laboratory – Five Year Research Plan on Fine Particulate Matter in the Atmosphere. FY2001-FY2005.8, pag. 27).

http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article4363
http://www.autismoparliamone.org/portale/index.php
http://www.sciencedaily.com/releases/2008/04/080424120953.htm
http://www.medicalnewstoday.com/articles/105316.php
http://www.uthscsa.edu/hscnews/singleformat.asp?newID=2732
http://www.uthscsa.edu/hscnews/singleformat.asp?newID=1412
http://www.autism-society.org/site/News2?page=NewsArticle&id=11322

Morire d'incenerimento in Francia

dal Blog del Dottor Montanari
Morire d'incenerimento in Francia

Il 2 aprile u.s. http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l’esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell’esposizione; in particolare nelle aree più esposte l’ aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4%. Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008 e che evidenziano i seguenti incrementi:
sarcomi + 22%, linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi i sessi + 18% nelle femmine, cancro al fegato +16%, tutti i cancri nelle donne +6% ed ancora, dato in precedenza non rilevato, incremento del rischio di incidenza per mieloma multiplo in entrambi e sessi +16% e per i maschi addirittura + 23%.

Oltretutto, a detta degli autori, il picco non è ancora stato raggiunto! Ricordiamo che anche lo studio condotto sulla popolazione di un quartiere di Forlì (Coriano) esposta a due impianti di incenerimento ( rifiuti urbani e ospedalieri) aveva evidenziato gravi danni per la salute specie nel sesso femminile con aumento statisticamente significativo del rischio di morte per tutte le cause e soprattutto per tutti i tumori (in particolare mammella, colon, stomaco). Lo studio di Forlì, ricordiamo, aveva valutato l’esposizione a metalli pesanti (altro inquinante tipico degli inceneritori) e non può non destare particolare attenzione il fatto che studi indipendenti, condotti con metodi diversi, abbiano comunque portato a risultati fra loro così paragonabili. La particolare suscettibilità del sesso femminile agli inquinanti emessi da questi impianti è facilmente comprensibile se si pensa, ad es., che la concentrazione di diossine nel sangue delle donne di Seveso, anche a distanza di anni, era dalle due alle tre volte superiore a quella riscontrata nei maschi, che pure erano stati esposti al medesimo evento: le caratteristiche biologiche, metaboliche, endocrine rappresentano evidentemente un fattore discriminante di particolare rilievo.

D’ altra parte è ben noto che proprio nel sesso femminile, anche nel nostro paese, si registra una crescente incidenza di cancro che, secondo i dati dell’ Associazione dei Registri Tumori Italiani (AIRTUM) presentati proprio per l’ 8 marzo 2008, è dell’ 1% annuo, indipendentemente dalla età. Tutte queste considerazioni, al pari di quelle che si fanno per la salute infantile, sono però parole al vento: nessuno se ne cura ed invece di passare dalle parole ai fatti- ovvero intraprendere azioni concrete per ridurre l’ immissione di sostanze tossiche ed inquinanti nell’ ambiente facendo Prevenzione Primaria - si continua solo ad esprimere buone intenzioni o a “ monitorare” i danni che si continuano a recare.

Da questo punto di vista la gestione dei rifiuti è a dir poco paradossale: da tempo abbiamo capito che i “rifiuti” (o meglio i “materiali post-consumo”) sono risorse, ma, se anche fossero una “malattia”, come viene costantemente propagandato, la “cura” che ci viene prospettata, ovvero il loro incenerimento, è molto peggiore del male, dal momento che ogni processo di combustione trasforma materiali di per sé inerti in composti altamente tossici e nocivi, con danni che sono oggi dettagliamente calcolabili.
Sul sito http://ec.europa.eu/research/headlines/news/article_05_10_21_en.html dell’UE è oggi possibile, inserendo alcuni parametri emissivi (NOx, SO2, PM10, VOC..) l’ altezza dei camini ecc. quantificare i danni alla salute e all’ ambiente per ciascuna fonte. Per fare un esempio, ogni anno emissioni simili a quelle dell’ inceneritore di Brescia, secondo tale software che –si badi bene- considera solo una parte degli inquinanti emessi, causerebbero una perdita economica pari a 1.480.000 Euro!
Che altro resta da dire? Il problema dei rifiuti è, in assoluto, il più semplice da risolvere, se solo si facessero scelte coraggiose e chiare: dalla raccolta “porta a porta” al recupero effettivo dei materiali post-consumo. Ma fino a che rimangono i cassonetti stradali, che altro non sono che mini discariche all’ aperto, e fino a che lo stesso gestore gestisce sia la raccolta differenziata che l’ incenerimento e guadagna tanto più brucia, rivendendo a prezzo triplicato la poca energia prodotta, come sperare che si inverta la rotta? Solo la nostra follia può pensare che sia vantaggioso incenerire carta, legno, plastica…preziose materie che poi dobbiamo produrre ex.novo abbattendo alberi od estraendo petrolio.
Allo stato attuale il 98.2% di tutti i rifiuti urbani può essere recuperato come materia, e, per chi ancora non lo sapesse, anche i materiali poli-accoppiati e gli stessi pannoloni diventano – tramite processi di estrusione, senza formazione di alcun inquinante - sabbia sintetica utilizzata in edilizia o per manufatti plastici. In pratica il “secco non riciclabile” che prima andava alla discarica o all’ incenerimento ad un costo medio di 120 Euro a ton, viene venduto al prezzo di 80 Euro a ton sotto forma di sabbia sintetica! Non è utopia, non succede chissà dove, succede nel nostro paese, per la precisione presso ad es. il Centro Riciclo di Vedelago (TV). Qui, senza sovvenzioni pubbliche, si sono creati posti di lavoro stabili e sicuri, senza nocività né per i lavoratori né per l’ambiente. Impianti simili si possono realizzare ovunque in pochi mesi e con investimenti che sono almeno un decimo inferiori rispetto a quelli necessari per realizzare un inceneritore che tratti la stessa quantità di materiali e, fortunatamente, in diverse parti del nostro paese amministratori accorti hanno già imboccato questa strada virtuosa.
Se dunque è possibile evitare queste inutili e costose fabbriche di veleni senza il ricatto occupazionale, ma anzi creando lavoro e ricchezza, è facile capire perché non solo cittadini e comitati si sono mobilitati, ma anche centinaia di migliaia di medici in Europa - dal Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese, ai Medici Irlandesi, alla Federazione degli Ordini dell’ Emilia Romagna - sono scesi in campo per chiedere una moratoria sulla loro costruzione.
Ma ancora una volta, proprio all’ interno del mondo scientifico e medico, le voci indipendenti dai grossi poteri economici/finanziari faticano a farsi ascoltare.
Quante sofferenze e quanti morti ancora saranno necessari perché finalmente si aprano gli occhi ed i rifiuti cessino di essere risorse solo per chi, incenerendoli, accede, in un mercato drogato, ai vergognosi incentivi che solo l’ Italia riconosce ai “fuochisti” di turno?

Patrizia Gentilini

Portavoce per l’ Emilia Romagna del Coordinamento Nazionale dei Medici per l’ Ambiente e la Salute

http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=852&Itemid=1

martedì 26 agosto 2008

Report assemblea pubblica su salute e ambiente - Mercoledì 30 gennaio 2008

Mercoledì 30 gennaio 2008, una sala gremita di persone ha ascoltato il racconto delle lotte campane sul tema dei rifiuti, lotte che hanno evidenziato come a fronte del business sui rifiuti e dell’indifferenza di chi governa e amministra le nostre città, sia necessario costituire comitati e forme di autoorganizzazione altre e radicali.
Dall’assemblea diversi interventi hanno sottolineato la necessità di eccedere il piano esclusivamente legale come la raccolta di firme o i ricorsi al Tar, che seppur importanti, devono collegarsi con delle insorgenze spontanee e moltitudinarie a difesa della salute e dell’ambiente.
Alcune realtà come il Laboratorio Paz, il Lab. delle nuove resistenze e l’ass. Sinistra Critica e Rifiuti zero hanno lanciato un momento di lotta per domenica 17 febbraio, dove dal primo pomeriggio si realizzerà un primo presidio nei pressi dell’inceneritore situato a Raibano, una piccola frazione della Provincia di Rimini.
Questa iniziativa sarà preceduta venerdì 8 febbraio da un’incontro presso il palazzo del Turismo di Riccione con il Prof. Federico Valerio (Direttore Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova) e il Dott. Geo Agostini (Pres. Ordine dei medici della Provincia di Rimini). Come dire oltre alle proteste e neccessario continuare l’informazione e l’autoformazione.


VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA


Intervento di Antonio parte 1


Intervento di Antonio parte 2


Intervento di Antonio parte 3

Inceneritore: nanopatologie e abusi di potere

Inceneritore: nanopatologie e abusi di potere
interviste e documenti di approfondimento
Global Project Rimini - Martedì 14 febbraio 2006


Nel corso di questi ultimi mesi, si è animato un dibattito a livello territoriale sulla questione dell’inceneritore di Coriano, un Comune della Provincia di Rimini. E’ in via di realizzazione un progetto, promosso da Hera S.p.a, per la sua ristrutturazione che prevede la realizzazione di un quarto forno, più specificatamente di un termovalorizzatore. Quest’ultimo rispetto ai precedenti inceneritori è più nocivo per l’ambiente e la salute, poiché produce una quantità notevole di nanoparticelle e tossine che si disperdono nell’aria. Abbiamo approfondito l’argomento con Alex di Greenpeace.

INTERVISTA AD ALEX(GREENPEACE)


Le amministrazioni locali, socie fondatori di Hera S.p.a., hanno appoggiato la linea dell’azienda, sostenendo che il nuovo impianto è necessario per soddisfare lo smaltimento dei rifiuti della provincia riminese, quando invece, attualmente il "vecchio" inceneritore smaltisce già grosse quantità di materiali provenienti anche da altri territori. La realizzazione del nuovo termovalorizzatore comporterebbe dei grossi guadagni per la società Hera S.p.a., società nata da un’ingente operazione di integrazione realizzata nel settore delle local utility. Hera è nata, infatti, dall’unione di dodici imprese del settore, presenti in ben 6 province emilano-romagnole. Tuttavia alcuni amministratori hanno dissentito da questa linea, e dall’ennesima prevaricazione di chi governa questi territori senza coinvolgere i cittadini che li abitano. Ne abbiamo parlato con l’Assessore all’Ambiente e alla Partecipazione del Comune di Riccione, Mario Galasso (Verdi).


INTERVISTA ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE DI RICCIONE GALASSO